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PERIODICO DELL'UNIONE NAZIONALE DELL'AVICOLTURA

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CURIOSITÀ
Zabajone: una “forza storica
Battezzato vicino Reggio Emilia, s’è diffuso ovunque

Giorgio Cammarota
Unione Nazionale dell’Avicoltura

Deve il proprio nome a Giovanni Baglioni, capitano di ventura cinquecentesco, e ha regalato al costume contemporaneo un pizzico di malizia affermandosi come ricostituente per le 'battaglie d'amore'

Era emiliano e si chiamava Giovanni Baglioni: un celebre capitano di ventura cinquecentesco che il popolo aveva soprannominato 'Zvàn Bajòun', secondo l'uso del tempo di 'tradurre' in dialetto il nome delle persone. La sua storia (forse con la 's' minuscola, rispetto a quella degli aspri conflitti di cui era teatro l'Italia del tempo, ma che poi ben più dell'altra ha reso immortale il ricordo di Zvàn) la racconta nei dettagli il bravo cronista Numa.

Quella strana 'zuppa' che rifocillò i soldati

Zvàn Bajòun giunse presso Reggio Emilia con le proprie truppe e vi si accampò. Ma non aveva viveri. E, come accadeva allora, mandò in giro alcuni emissari in cerca di vettovaglie. Il raccolto, però, in apparenza andò maluccio: i 'vivandieri' non poterono requisire che svariate uova, zucchero, vino bianco e, a far volume, delle erbe aromatiche dei vicini colli di Scandiano. Messo con le spalle al muro, e con i suoi che rumoreggiavano, racconta Numa nella sua Historia, per cavarsela 'il condottiero fece fare una mescolanza delle cose raccolte e distribuirla in luogo e vece della minestra alla truppe', incrociando poi le dita. I soldati però 'contro ogni previsione ne furono entusiasti, onde lo stesso Zvàn Bajòun se ne satollò'. Nacque così 'ufficialmente' la mescolanza che diventò subito di uso comune. E che dal nome dell'involontario inventore prese il suo: 'Zvàn Bajòun', cioè 'zambajoun', uguale 'zabajone'.
Era la nascita di una leggenda. Battezzato nelle circostanze di cui sopra vicino Reggio Emilia, lo zabajone s'è diffuso ovunque, arricchendo la ricetta base di molteplici varianti (e matrimoni con preziosi vini 'morbidi' di tutto il mondo: Marsala, Porto, Xeres, Rivesaltes). Ma soprattutto alimentando con infiniti episodi il suo mito di delizioso 'rinvigorente', dall'immagine presto legata, oltre che alla seduzione golosa, a quella delle fatiche d'amore.

Alfredo Sbrisà 'sennò non ce la fa…'

Così, trovato spazio nei trattati e nei menu dei migliori chef del mondo, eseguito scenograficamente a tavola come attrazione primaria da stellati ristoranti (per tutti il Comme chez soi di Bruxelles) con l'obbligatoria pentolina di rame argentato e la frusta d'argento, lo zabajone, sospinto da travolgente successo, entrò a suo tempo anche nel mobile bar degli italiani, sotto forma di liquore energetico, dai mille risvolti di costume. Una citazione per tutte? Il comico rituale di Alfredo Alfredo, col Vov servito tutti i giorni in ufficio a Dustin Hoffman - esausto marito di Stefania Sandrelli - e accompagnato da quotidiano duetto. Il cameriere: 'Per chi èèè?'. E il coro degli impiegati: 'Per Alfredo Sbisà, che sennò non ce la fa'.
Ce la fa benissimo invece lo zabajone a continuare a sedurre. Non più, evoluto il costume, con risvolti così ammiccanti come nella commedia all'italiana anni Settanta. Ma serbando, anzi distillando, il proprio fascino di delizia sottilmente erotica. Sentite in proposito un super esperto, lo scrittore catalano Manuel Vazquez Montalbàn. La sua versione dello zabajone, inserita tra le Ricette immorali, si chiama 'Goduriosa' e ha come variante allo schema classico il profumo di cannella, quello di limone e l'aggiunta di polvere di mandorle tostate. Montalban scrive: 'Dopo essersi ben goduti la Goduriosa, si constaterà irrimediabilmente che le nuove pratiche amorose sono più sussiegose e tenere, meno aggressive, piene di quel soave tocco disarmato con cui si esplica l'amore vero. Si corre il rischio tuttavia che l'amore allora continui nel tempo, esiga relazioni stabili... Coloro che non vogliono incorrere in un simile rischio possono sostituire questo nostalgico dessert con frittelle di miele'.

Ingredienti e preparazione

Ingredienti
5 tuorli d'uovo, 250 grammi di zucchero
100 grammi di alcol
200 grammi di limoncello
500 grammi di latte
Far bollire il latte con metà dello zucchero, mescolare i tuorli con l'altra metà sino ad ottenere una bella spuma chiara. Quando il latte si sarà raffreddato, aggiungerlo adagio al composto di uova e zucchero, facendo poi seguire tutti gli altri ingredienti.
Poiché non è un liquore limpido, anzi tutt'altro, conviene riporre lo zabajone in un recipiente opaco e agitarlo ogni qual volta si deve servire. Il liquore sarà pronto dopo circa un mese.

Sommario
Aprile 2002

EDITORIALE
Rintracciabilità, da sempre “must” dell’avicoltura italiana
di Guido Sassi
CONGIUNTURA
2001: aumentano produzioni e consumi
di Rita Pasquarelli
EUROPA
Crescono i consumi: massima attenzione alla qualità
di Rita Pasquarelli
SOCIETÀ
Il futuro della filiera agroalimentare italiana
di Paolo De Castro
MEDICINA
Le uova riducono l’assorbimento del colesterolo
di Gianni Tomassi
DIETA
Un pollo per l’estate
di Giorgio Calabrese
CULTURA
L’uovo è vita. Viva l’uovo!
di Francesco Pippi
TESTIMONIANZA AL PROCESSO ALL'UOVO
Ab ovo. Il filo nell’uovo
di Riccardo Oldani
PRODOTTI AVICOLI
La faraona? Una favola, anzi un mito
di Paolo Mattei
Il principe della convenienza
di Rita Pasquarelli
RISTORAZIONE
Il profeta della faraona
di Antonio Paolini
COSTUME
La (bianca) carne dei Vip
di Serena Patriarca
CURIOSITÀ
Zabajone: una “forza storica
di Giorgio Cammarota
IN CUCINA
Dall’acquisto alla cottura: istruzioni per l’uso
NUOVE TENDENZE
Pollo e tacchino: l’ultima frontiera
di Cristiana Ciofalo
NUOVE TENDENZE
Le uova prodotte dall’uomo
di Paola Canali

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