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TESTIMONIANZA AL PROCESSO ALL'UOVO
Ab ovo. Il filo nell’uovo
Riccardo Oldani Giornalista
L'uovo va assolto, non ci sono dubbi. I motivi principali, ma ce ne potrebbero essere molti altri, sono tre. 1) Se l'uovo non fosse mai esistito non saremmo qui a celebrare il suo processo. Non esisteremmo neanche noi. 2) Uovo chiama sesso. Senza sesso non ci sarebbe l'uovo, e viceversa. E questo sarebbe origine di sommo disappunto per tutti noi, non soltanto per il popolo dei goduriosi. 3) L'uovo ha alle sue spalle una storia così bella che non è assolutamente possibile pensare di condannarlo. Ma ora vediamo, un po' più da vicino e molto sinteticamente, di spiegare meglio questi punti.Senza l'uovo non ci saremmo neanche noi
Noi nasciamo grazie alla placenta, il luogo dove si sviluppa l'embrione. Ebbene, la placenta è un uovo modificato. Sparito il guscio, sparito l'albume, sparita una parte del tuorlo, di esso restano nella placenta alcune strutture tra cui, importantissimo, il sacco amniotico dentro il quale l'embrione viaggia per nove mesi protetto da ogni disturbo esterno. La membrana amniotica è presente anche nell'uovo dei rettili e degli uccelli e costituisce un passo evolutivo importantissimo rispetto all'uovo dei pesci e degli anfibi, che non ne sono dotati. L'uovo degli uccelli è infatti definito 'uovo amniotico' proprio per questa sua caratteristica. Anche i mammiferi un tempo deponevano uova amniotiche. Anzi, a dir la verità lo fanno tuttora, perché esistono due specie viventi, l'ornitorinco e l'echidna istrice, membri dell'ordine dei Monotremi, che ancora oggi depongono uova e poi allattano la loro prole. Nei mammiferi la struttura si è semplificata, perché non serve più un guscio né la parte nutritiva del tuorlo, ma tutti quanti noi, è lecito dire, nasciamo da un uovo.Senza uovo non c'è sesso
A cosa serve l'uovo? A proteggere l'embrione e a consentire il suo sviluppo. E l'embrione da dove nasce? Dall'incontro fra due cellule riproduttive: la cellula femminile che viene fecondata dalla cellula maschile, lo spermatozoo. Uovo e sesso sono strettamente correlati tra loro. Praticamente tutte le specie animali che utilizzano la riproduzione sessuata, dove cioè intervengono un maschio e una femmina, producono uova. Certo, l'uovo amniotico è proprio soltanto di una ristretta cerchia di viventi, ma una cosa è sicura: dove c'è lui c'è anche il sesso. A noi il sesso piace, ci piace tanto che siamo portati a pensare che tutte le specie animali si riproducano con questo sistema. Non è così, di sistemi ce ne sono tanti, ma quello che piace a noi, basato sul sesso, richiede che ci sia un embrione e, di conseguenza, un uovo.L'uovo ha una storia meravigliosa
Può sembrare strano addurre a difesa di un imputato la motivazione che ha una bellissima storia alle sue spalle. Sarebbe come dire che un criminale non è punibile perché è di buona famiglia. Però vorrei invitarvi un attimo a sentire la storia dell'uovo, perché è straordinariamente legata con la nostra e anche perché è molto bella. Quando parlo di uovo intendo, voglio chiarirlo, l'uovo amniotico, l'uovo di gallina per capirci, quello che ha guscio, albume e tuorlo. E' l'uovo che stiamo processando in questa sede.Come e perché è nato l'uovo amniotico?
Gli studiosi ci danno la risposta: l'uovo amniotico è stato lo strumento, la struttura, il veicolo che ha consentito alla vita animale di stabilirsi sulla terraferma. Fino a un certo punto la riproduzione era legata all'acqua. L'uovo di pesci e anfibi è protetto soltanto da una membrana gelatinosa; se non stesse nell'acqua si seccherebbe subito. Il guscio dell'uovo amniotico gli consente invece di stare fuori dall'acqua. Protegge l'embrione da eventuali urti e, soprattutto, dagli agenti atmosferici. Consente ai genitori di non dover tornare all'acqua per riprodursi, ma di colonizzare anche ambienti asciutti. Quando è avvenuto questo salto dall'acqua alla terra? Dirlo con esattezza non è possibile: l'uovo dei rettili, il primo ad essersi sviluppato in questa direzione, non fossilizza. Il suo guscio ha una consistenza pergamenacea. Le prime uova fossili, con guscio calcareo facilmente mineralizzabile, risalgono a circa 220 milioni di anni fa, quando la terra era già da tempo popolata. Ma sicuramente l'uovo amniotico è comparso poco dopo lo sviluppo delle grandi foreste, che cominciarono a coprire il pianeta in un'epoca chiamata Carbonifero, che iniziò circa 330 milioni di anni fa. Da allora l'uovo amniotico ha subito un'evoluzione incessante, che è andata di pari passo con l'evoluzione delle specie animali e con la loro esigenza di colonizzare nuovi ambienti e di rispondere ai cambiamenti climatici. Evoluzione non è solo cambiamento delle strutture e delle forme, ma anche dei comportamenti, tra cui quelli legati alla riproduzione e alla cura della prole. Al manifestarsi di nuove esigenze riproduttive anche le uova sono cambiate. Tanto che oggi gli studiosi, anche solo analizzando la loro forma, il modo con cui sono state disposte nel nido, il loro orientamento, capiscono immediatamente quali sono le abitudini riproduttive di una determinata specie. Studi utilissimi per capire importanti aspetti del comportamento e della vita di un gruppo di animali, oggi estinti, che colpisce la fantasia di tutti, grandi e piccini. Questi animali sono i dinosauri. Nell'esposizione allestita qui fuori ['Dalla mosca al dinosauro', mostra oologica a cura del Centro Interdipartimentale di Servizi Musei Universitari. Realizzata con il materiale del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pavia, l'esposizione ha proposto una rassegna di uova di animali ovipari, invertebrati e vertebrati, sia attuali sia estinti, ndr] potete vedere, fra i tanti esposti, la ricostruzione, basata su un ritrovamento fossile, di un uovo di dinosauro. E' un uovo di una specie carnivora parente del famoso Velociraptor di Jurassic Park. Osservandolo, vediamo che il piccolo è completamente formato, sicuramente già autosufficiente alla nascita come avviene anche oggi per tanti uccelli. Ma anche di altre specie di dinosauri si sono capite tante cose in seguito al ritrovamento di uova fossili. L'esempio forse più eclatante è l'Oviraptor. Questo dinosauro aveva una pessima fama tra i paleontologi. I suoi resti fossili erano spesso vicino a uova. Si pensò che fosse una sorta di predone di nidi altrui, da cui il suo nome scientifico. Fino alla scoperta sensazionale di qualche anno fa, cui dedicò la copertina persino la rivista scientifica più prestigiosa, 'Nature'. Il fossile mostrava un esemplare di Oviraptor rannicchiato sopra un nido intatto, con le uova disposte in modo tale da togliere ogni dubbio su quello che stava facendo: l'animale stava covando. Era una delle più importanti testimonianze fossili che i dinosauri covavano e avevano attenzioni per la loro prole.L'Uovo di oggi
Guardando invece le uova dei nostri giorni scopriamo cose incredibili al loro riguardo. Prendiamo ad esempio in considerazione la loro forma. Perché l'uovo di gallina è così come lo conosciamo tutti e non, ad esempio, sferico? Ci sarebbero buone ragioni perché fosse sferico: sarebbe più robusto, strutturato con minor spreco di materiale e di energie. Molte uova sono quasi sferiche, soprattutto tra i rettili. Una delle spiegazioni date dagli ornitologi è che un uovo oblungo rotola su un solo asse ed è quindi più facilmente controllabile da un genitore in cova che non vuole che esso se ne vada di qua e di là, magari cadendo da una roccia. Le tartarughe che depongono scavando un buco nel terreno, e ricoprendo poi le uova con la sabbia, fanno uova sferiche, perché non esiste il problema che possano rotolare via. Il pinguino imperatore, invece, fa un uovo a pera che, in qualsiasi modo lo si rigiri, si rimette sempre in piedi. Perché? Bisogna sapere che il pinguino imperatore è l'unico uccello in grado di portare a termine la cova in Antartide durante l'inverno, affrontando temperature che possono scendere anche a 60/70 gradi sotto lo zero. Se l'uovo toccasse terra si congelerebbe all'istante. Che cosa fa allora il pinguino imperatore? Lo tiene in equilibrio sulle zampe e lo ricopre con una piega della pelle dell'addome ricoperta da un fitto e caldissimo piumino. Per poter fare questo, naturalmente, il pinguino imperatore ha bisogno di un uovo che se ne stia tranquillo e fermo. Pensiamo invece alla dimensione del tuorlo, la parte più nutritiva dell'uovo. Gli ornitologi hanno misurato le sue dimensioni rispetto all'uovo e hanno scoperto un fatto significativo. In rapporto, il tuorlo dell'uovo delle specie già autosufficienti alla nascita, che vengono dette nidifughe, è più grande di quello delle specie nidicole, che hanno bisogno cioè dopo la nascita di lunghe e intense attenzioni da parte dei genitori. Il motivo è molto semplice: le specie nidifughe, tra cui le galline, le anatre e molte altre, compiono nell'uovo uno sviluppo più lungo e più complesso delle specie nidicole. Queste ultime, invece, non sprecano troppe energie nel dare all'uovo una riserva nutritiva eccessiva, perché molte energie dovranno impiegare in seguito per allevare e svezzare i loro piccoli. In natura tutti sono molto attenti a economizzare le risorse disponibili. Si potrebbe andare avanti ancora a lungo. Ma la storia che vi ho raccontato credo sia più che sufficiente per convincere la Corte e voi tutti che l'uovo è innocente e debba essere assolto.
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